Bruxelles : pronto il Regolamento per la Bio Apicoltura

Immagine di bandiere dell'Unione Europea
Prosegue, in ambito comunitario, la discussione sulle norme tecniche di applicazione del Regolamento CE n. 834/2007 – che entrerà in vigore con il 1° gennaio 2009 - relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l'etichettatura e i controlli. Il 9 giugno scorso è stata diffusa la traduzione in italiano dell’ultima revisione della proposta di regolamento. Tale provvedimento, come già segnalato nelle nostre precedenti informative, comprende ampi e numerosi riferimenti all’apicoltura condotta con metodo biologico. Ne anticipiamo un estratto contenente tutti gli articoli che fanno espresso riferimento al settore apistico e sul quale rinnoviamo l’invito a tutti gli Apicoltori e alle Associazioni Apistiche a farci pervenire osservazioni da trasmettere ai competenti uffici ministeriali e comunitari. Richiamiamo intanto la vostra attenzione sugli aspetti di maggior interesse relativi al testo reso disponibile dagli Uffici della Commissione.  
• Appare in primo luogo opportuno sottolineare che, secondo gli attuali orientamenti, l’apicoltura potrà essere condotta, contemporaneamente, con il metodo biologico e con quello convenzionale all’interno della stessa azienda.
• Il Regolamento applicativo, inoltre, introduce la distinzione tra api regine e sciami biologici e non biologici.
• Si potrà fare apicoltura biologica solo in zone dove le fioriture derivino da attività agricola biologica e fino a un raggio di 3 km dal luogo di insediamento degli alveari.
• Le alimentazioni integrative potranno essere effettuate soltanto con miele, zucchero o sciroppi biologici.
• In apicoltura biologica possono essere impiegati i farmaci veterinari a condizione che siano stati autorizzati dagli Stati membri.
• Per la protezione di telaini, favi e alveari è consentito l’uso di topicidi.
• In caso di circostanze calamitose e problemi sanitari si possono usare api non biologiche e integratori alimentari non biologici.
Per la gran parte delle altre modalità applicative, ci troviamo dinanzi a buone pratiche apistiche ordinarie che avvicinano sempre di più l’apicoltura cosiddetta “biologica” a quella “convenzionale”, posto peraltro che ogni buon Apicoltore dovrebbe operare secondo modalità e buone prassi ben più vincolanti di quanto non sia previsto dal Regolamento comunitario e relativo regolamento applicativo. C’è il rischio, secondo la FAI – Federazione Apicoltori Italiani, che le norme introdotte da questo provvedimento allarghino sempre di più le maglie dei controlli, prevedendo condizioni non sempre verificabili sul campo. Rischio dinanzi al quale è facile immaginare una sostanziale penalizzazione  per gli Apicoltori convenzionali che pure, nel rispetto delle più elementari buone pratiche apistiche, producono miele di elevato valore qualitativo.