Piano Forestale : la FAI chiede attenzione per l’ Apicoltura

Immagine di alveari
La pianificazione del patrimonio forestale italiano non può prescindere dalla sua piena integrazione con l' Apicoltura. Api e Boschi sono due risorse pubbliche che vanno salvaguardate e integrate nell'interesse di tutta la collettività. E' quanto ha chiesto la FAI - Federazione Apicoltori Italiani al MIPAAF, in occasione della consultazione pubblica per la definizione del nuovo Programma Quadro per il Settore Forestale. Ad avviso della FAI, infatti, questo passaggio è di valenza epocale anche per il futuro dell'apicoltura, specie in un momento in cui si ha finalmente coscienza del fatto che le morìe di api dipendono anche dalle carenze di nettare e polline oltre che dalla diminuzione della biodiversità vegetale. Le foreste italiane sono pertanto da considerarsi areali di rilevanza nazionale, di fondamentale importanza per l’esercizio dell’ Apicoltura. L'intervento della FAI, pertanto, si colloca tra le iniziative volte alla preservazione e all'incremento  delle specie arboree ed arbustive che rappresentano pascoli di fondamentale importanza per la biologia delle api e per la produzione di particolari tipi di miele. La FAI, infine, ha chiesto al Ministero delle Politiche Agricole, un atto di indirizzo nazionale volto al pieno coinvolgimento degli Apicoltori nella fruizione di terreni boschivi e forestali, demaniali o privati, per l’esercizio della loro attività e in piena armonia con gli indirizzi generali del Piano Quadro per il Settore Forestale e della Legge 313/2004 per la Disciplina dell’Apicoltura.