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Abruzzo : nuova Legge per l’Apicoltura, recepita la 313/2004

Immagine di Giovanni Chiodi
Anche la Regione Abruzzo - a distanza di nove anni dalla pubblicazione della Legge quadro nazionale n. 313/2004 - ha approvato la legge regionale 09.08.2013, n. 23, recante “Norme per l'esercizio, la tutela e la valorizzazione dell'apicoltura nella Regione Abruzzo ed altre disposizione normative”. Il provvedimento, promulgato dal Presidente della Regione Abruzzo Giovanni Chiodi (nella foto) è stato pubblicato sul BURAT Speciale n. 79, del 21 agosto 2013 ed è già entrato in vigore. L'articolato della legge apistica abruzzese contempla i seguenti scopi: a) disciplinare, tutelare e sviluppare il settore apistico abruzzese; b) tutelare, valorizzare e promuovere i prodotti dell’apicoltura abruzzese; c) favorire la tutela delle risorse genetiche di ceppi di api autoctone; d) migliorare la zootecnia apistica e le relative produzioni, in un quadro di coordinamento con la vigente normativa nazionale ed europea; e) diversificare e incrementare i redditi nell’ottica della multifunzionalità, con particolare riferimento all’ambiente e al sociale; f) incentivare l’insediamento e la permanenza dei giovani nel settore apistico. Viene altresì valorizzato il ruolo rappresentativo delle Associazioni con l'inserimento di tre rappresentanti nella Commissione Apistica designati da ciascun organismo associativo riconosciuto, cui si affida anche la responsabilità di soggetto referente e di supporto alla Pubblica Istituzione. Particolare attenzione la nuova legge rivolge all’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura, tossiche per la salute delle api, che viene espressamente vietato e sanzionato. Più precisamente viene affidata alle Associazioni degli Apicoltori la segnalazione dei casi di avvelenamento al Servizio fitosanitario regionale, al fine di espletare indagini e accertamenti necessari a individuarne le cause e vieta “durante il periodo di fioritura, dalla schiusura dei petali fino alla completa caduta degli stessi, i trattamenti con prodotti fitosanitari ed erbicidi su vegetazione spontanea, su colture erbacee, arboree e ornamentali, allo scopo di impedire ogni mortalità di insetti impollinatori e assicurare all’apicoltura l’indispensabile attività pronuba delle api”. Trasgressione che verrà persino punita - caso unico a livello nazionale - con la sanzione pecuniaria da euro 2.500,00 a euro 5.000,00. Apicoltori, imprenditori apistici e professionisti, a prescindere dalla dimensione aziendale ed economica, tutti trovano nell’attuale legge giusta considerazione del riconoscimento del ruolo di detentori e difensori della biodiversità e degli ecosistemi naturali che l’ape contribuisce a preservare, così come definito dalla legge quadro nazionale n. 313/2004. Positivo il giudizio che la FAI, nazionale e regionale, esprime su questo provvedimento: in tal senso abbiamo già avuto modo di esprimerci anche nel corso delle Audizioni che la competente III Commissione Consiliare Regionale ha tenuto durante l'iter legislativo del provvedimento, offrendo l'occasione ai responsabili regionali e nazionali della Federazione Apicoltori Italiani di portare un concreto contributo al dibattito legislativo che ha preceduto e accompagnato la definitiva promulgazione del provvedimento.