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32° Apimell: Convegno FAI, Vespa Velutina è problema di Tutti

Immagine di Alberto Tonioni
Ancora su Vespa Velutina; questa volta a parlare, nel corso del 32° Convegno nazionale che la FAI ha organizzato in occasione dell’Apimell, è Alberto Tonioni presidente di ApiLiguria (nella foto). E’ la voce degli Apicoltori che si trovano in prima linea e dalla cui esperienza diretta possiamo trarre preziosi orientamenti per tutti: “Il calabrone asiatico è arrivato in Liguria circa tre anni fa, è molto pericoloso perché non è semplicemente un divoratore di bottinatrici: basta pensare che quando ci sono tre Vespe velutine davanti all’alveare le api bottinatrici di quella famiglia non escono più, probabilmente con il timore che debbano far fronte ad un attacco distruttivo”. Questo comportamento delle nostre api innesca il collasso degli alveari perché a fine estate, quando le Vespe velutine hanno maggior bisogno di proteine e vanno a caccia di api, situazione che diventa fatale perché questo è lo stesso periodo in cui anche le api hanno bisogno di fare grandi scorte di nettare e polline per superare l’inverno. “L’esperienza francese e quella ligure hanno dimostrato che la cosa più importante è la distruzione dei nidi, al pari di quanto sia vitale il trappolaggio, la sistemazione cioè di bottiglie esca che ci possono fornire il dato realistico sulla direzione di spostamento della vespa. L’intervento al primo insediamento, infatti, è più facile: i nidi primari sono più piccoli e in genere più facilmente raggiungibili, la questione invece si complica con i nidi secondari molto più grandi e situati spesso ad altezze ragguardevoli”. L’Associazione ApiLiguria – Associata FAI, ha intanto messo a punto un piano di controllo che gode in parte del sostegno finanziario della Regione Liguria: sono state distribuite agli apicoltori circa 2000 trappole, sono state formate venti squadre di volontari apicoltori che vanno a distruggere i nidi una volta individuati. Nella stagione passata sono stati distrutti intanto ben 90 nidi e dunque l’eradicazione non è un miraggio. “Questa esperienza però - ricorda ancora Tonioni - spiega la necessità di un’azione coordinata affinché dall’emergenza in atto in Liguria si possa al più presto giungere ad avere un progetto replicabile in tutta Italia. Dobbiamo essere tutti insieme, tutti debbono far parte di un progetto di avvistamento dell’imenottero, serve un protocollo d’intesa con le autorità e le amministrazioni competenti ed è urgente che Vespa velutina venga classificata per quello che è: specie aliena invasiva e nociva”. Ci troviamo infatti dinanzi ad un animale pericoloso che non rappresenta un problema per i soli apicoltori: nidifica ovunque fino a raggiungere e superare  diverse migliaia di individui, ha un pungiglione di 4 mm, si comporta in modo molto aggressivo, è un rischio reale per la salute pubblica. “Dinanzi a tutto questo - ha concluso il presidente di ApiLiguria – voglio lanciare un appello affinché questa operazione venga adeguatamente sostenuta e venga al più presto individuata l’Autorità competente a dare un chiaro indirizzo alla categoria produttiva. Noi intanto speriamo che da quest’anno arrivino nuovi volontari e che almeno le spese che ciascuno di loro ha finora sostenuto in proprio, possano essere ammesse a rimborso”. Passa anche di qui, che lo si voglia o no, la migliore probabilità di riuscita del piano di eradicazione contro Vespa velutina.

3. Continua…

© Foto: Stefano Dal Colle