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Aethina tumida: dopo Tredici mesi finalmente gli Indennizzi

E’ stato quasi un Calvario: siamo arrivati al 13° mese dalle prime denunce per la presenza di Aethina tumida in Calabria e solo ora, finalmente, si sono visti i tanto discussi indennizzi previsti, nei casi di emergenze sanitarie, dalla legge n. 218/1988. La cifra totale anticipata dal Ministero della Salute per l’indennizzo globale degli alveari distrutti all’interno della “Zona Rossa” è pari a 1.187.000 euro, che comunque non è risultata
sufficiente a coprire l’intera entità dei danni quantificati dalle ASL che hanno istruito i verbali di consistenza presentati in occasione dei sequestri e delle distruzioni degli apiari. L’importo liquidato copre solo l’89% del totale richiesto, visto che la carenza di fondi ha costretto le Autorità Sanitarie calabresi a spalmare l’ammanco in misura proporzionale su tutti i beneficiari: 32 aziende apistiche, per un patrimonio di 3.360 circa alveari messi al rogo al fine di limitare la diffusione del parassita oltre i confini dell’area infestata. La vicenda era iniziata nel corso dell’estate 2014 e si è protratta fino ai nostri giorni, tra Decreti del Ministero della Salute, trasferimenti di danaro dal Ministero delle Finanze alla Regione Calabria, da questa all’Assessorato Regionale alla Salute che di concerto con quello dell’Economia ha disposto i mandati di pagamento, che risultano finalmente tutti trasferiti agli apicoltori colpiti dall’emergenza. Questi sono soltanto gli indennizzi per danni a protezione del patrimonio apistico, ma le aziende colpite per ora non hanno visto nulla a proposito delle mancate produzioni; nel frattempo si sono dovute far carico dei vincoli sanitari che impediscono loro di rimettere le api e quindi di riprendere l’attività produttiva. Un quadro questo che, con le sue lungaggini e le sue incongruenze applicative, sta contribuendo in modo sostanziale a raffreddare lo slancio di quanti avrebbero dovuto denunciare la presenza nei loro allevamenti di Aethina tumida e proseguire la collaborazione con le Autorità sanitarie. Alla luce dei nuovi ritrovamenti di Aethina tumida in “Zona Rossa”, che ad oggi sono già nove per altrettanti apiari-focolaio, si intuisce che possa essere sempre più difficoltoso il rintraccio del parassita, vista la ritrosia che serpeggia nella comunità apistica calabrese. Resta sospesa la questione della quota restante, pari all’11% di mancato indennizzo, che ci si chiede a questo punto se mai verrà integrata con un nuovo provvedimento di liquidazione alle aziende interessate o se, invece, rischierà di trasformarsi in una sorta di “tassa” sull’infestazione da Aethina tumida. Ad onor del vero, tuttavia, bisogna ricordare che sono state smentite le voci dei detrattori del tentativo di eradicazione che si erano affrettate a scoraggiare gli apicoltori dal denunciare la presenza del parassita, assicurando che avrebbero ricevuto un indennizzo di soli 80 euro per ciascun alveare distrutto quantificato, invece, dalle Autorità sanitarie in oltre 350 Euro ad alveare.

© Foto: Valentina De Santis