Aethina tumida : Indennizzare gli Apicoltori che Collaborano

Gioia Tauro–Reggio Calabria. Tredicesimo giorno dal rinvenimento del parassita: si riducono ormai le speranze che la presenza di Aethina tumida in Calabria possa essere limitata ad un caso isolato, resta da verificare se il pronto intervento e l’azione ispettiva in atto, su tutti gli apiari presenti nel raggio di 20 chilometri dal sito di ritrovamento, sia  effettivamente in grado di evitare il  diffondersi dell’infestazione. Intanto
la FAI-Federazione Apicoltori Italiani ha preso immediata posizione in previsione delle altre misure che potrebbero essere adottate così come deciso dal Ministero della Salute che, in caso di sospetta presenza di Aethina tumida, ha già previsto la distruzione dell’intero apiario e il sequestro del miele. “Siamo pronti a fornire al Ministero, ha scritto ieri (17 Settembre 2014) il Presidente della FAI al Direttore Generale della Sanità Animale, ogni necessario supporto per far fronte all’emergenza sanitaria”. Gli Apicoltori eventualmente coinvolti nelle procedure di sequestro e distruzione degli apiari, tuttavia, secondo la FAI dovranno essere adeguatamente indennizzati, questo anche al fine di garantire l’emersione di ogni situazione a rischio e, quindi, la piena riuscita del piano di eradicazione. Analoga richiesta, sottoscritta questa volta congiuntamente dai Presidente di FAI e UNAAPI è stata inviata oggi (18 Settembre 2014) alla dottoressa Gaetana Ferri, nella sua veste di Direttore Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute. “Le rappresentiamo la necessità, come già viene disposto in caso di analoghe emergenze sanitarie nel settore zootecnico, che il Ministero della Salute emani al più presto un proprio Decreto con il quale si fissino i valori dell’indennizzo agli Apicoltori che dovessero essere chiamati all’adempimento di una Ordinanza di abbattimento dei propri alveari”. Così i Presidenti delle due principali Organizzazioni nazionali di rappresentanza degli Apicoltori che non ne fanno solo una questione di tutela economica degli Apicoltori associati, ma anche per garantire il rispetto di una condizione essenziale al reintegro del patrimonio apistico che rischia di venire immolato ai fini della eradicazione di questo nuovo e pericolosissimo parassita delle api.