Aiuti all’Apicoltura: Risorse invariate, aumentano le Misure

Immagine di una fase dei lavori del Tavolo di Coordinamento © Fototeca FAI
Al Ministero dell’Agricoltura si lavora per dare compiuta attuazione al nuovo Regolamento 1308/2013, lo strumento attraverso il quale l’Unione Europea cofinanzia il Programma nazionale dell’Italia e i sottoprogrammi delle Regioni che distribuiscono aiuti all’apicoltura. Soldi che giungono a ciascuno Stato membro e, nel caso dell’Italia alle Regioni, che sono direttamente proporzionali alla consistenza del patrimonio apistico. Tanti più alveari vengono rappresentati, maggiori saranno le risorse distribuite. L’indicazione da parte delle Regioni e dello Stato Membro, in merito alla consistenza del patrimonio apistico rappresentato, dovrà scaturire dal dato ufficiale così come emergente dall’Anagrafe Apistica Nazionale. Ecco perché, durante il tavolo tecnico riunito dal Mipaaf lo scorso 6 Ottobre 2015 a Roma, il rappresentante del Ministero della Salute ha reso noto che alla data attuale sono circa 30.000 gli apicoltori registrati in BDA (Banca Dati Apistica), con un dato ancora incerto e non certificabile in merito al numero complessivo di alveari. Ragione per cui il 2016 sarà considerato “anno di transizione” per l’entrata in vigore dell’Anagrafe e i dati sulla consistenza degli alveari forniti dalle Regioni dovranno essere relativi alla media di quanto già stimato nei tre anni precedenti. Finito il percorso di allineamento delle Anagrafi Apistiche Regionali (Lombardia in via di definizione, Campania ancora in situazione di totale incertezza) il Ministero della Salute avvierà l’opera sanzionatoria dei soggetti che non avranno ancora provveduto alla propria iscrizione in BDA. Il nuovo Regolamento 1308, inoltre, introduce nuovi fattori di verifica sull’efficacia delle Azioni finanziate: lo Stato membro dovrà comunicare a Bruxelles quali sono gli indicatori di risultato e le valutazioni di “performance” delle misure ammesse a finanziamento, secondo parametri in parte già suggeriti dalla Commissione e in parte bisognosi di ulteriori valutazioni. Non poche perplessità restano a proposito della certificazione o autocertificazione della tipologia di razza apistica allevata: su questo punto si è registrato un momento di confronto tra i vari Ministeri, i soggetti interessati, le stesse Regioni, il CREA (ex CRA Api) di Bologna e la FAI intervenuta in veste di CRT 4-Salvaguardia dell’Ape Italiana. Il dibattito non può considerarsi concluso e c’è il bisogno di giungere ad una riformulazione del meccanismo vigente che eroga finanziamenti solo a chi fornisce una certificazione di appartenenza alla razza apistica, certificato che tutti ritengono poco attendibile per il modo in cui possono essere campionate le api inviate al laboratorio di analisi. Altrettanta confusione permane sulla Misura B (Lotta contro gli Aggressori e le Malattie dell’Alveare, in particolare la Varroasi), con particolare riferimento all’Azione B4 per l’acquisto e distribuzione dei presidi sanitari che alcuni vorrebbero addirittura cancellata. La FAI, su questo punto, ha esplicitamente richiesto al MIPAAF un atto di indirizzo derivante da un preliminare confronto con il Ministero della Salute e gli operatori del comparto apistico, atto a superare la situazione di “empasse” determinata dall’azione sindacale del Sindacato Nazionale dei Medici Veterinari che la categoria apistica non ritiene sostenibile visto il non obbligo di prescrizione medico-veterinaria per ciascuno dei prodotti autorizzati in Italia per la lotta alle malattie delle api.

Nell'immagine: Una fase dei lavori del Tavolo di Coordinamento © Fototeca FAI