Direttiva Miele: Italia in ritardo per la Legge di recepimento

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi lunedì 12 ottobre 2015 a Palazzo Chigi, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina, ha approvato il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 che modifica la Direttiva 2001/110/CE del Consiglio concernente il miele. Nello specifico, in
applicazione della norma europea, si stabilisce che il polline vada considerato come una componente naturale specifica del miele e non un «ingrediente» nel senso previsto dal Regolamento (UE) n. 1169/2011, ossia una sostanza utilizzata nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito. Con riferimento all’etichettatura del miele, la nuova direttiva 2014/63/UE dispone una modifica meramente formale, sostituendo la sigla “CE”, contenuta nell’informazione relativa alle miscele, con quella “UE”. Tale previsione non trova riscontro nel presente decreto perché l’Italia non si era avvalsa in precedenza della facoltà, consentita dalla normativa europea, di prevedere un’indicazione generica nel caso di miscele di miele. In Italia, infatti, resta in vigore l’obbligo per i produttori italiani di indicare il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto anche quando si tratta di miscela di mieli provenienti da più Paesi, ai fini di un’informazione corretta e trasparente a tutela dei consumatori. La stesura preliminare del testo di decreto legislativo approvata dal Consiglio dei Ministeri verrà ora trasmessa alle Commissioni Parlamentari competenti di Camera e Senato per i pareri di merito. L’Italia avrebbe dovuto approvare la Direttiva Miele entro il mese di giugno 2015, ritardo che ha motivato nel frattempo l’apertura della procedura d’infrazione, per il mancato recepimento, da parte dell’Unione Europea nei confronti del nostro Paese.
© Foto: Valentina De Santis