Lazise 2015: Convegno FAI su Predatori e Parassiti dell’Ape

Riuscita e partecipata l’edizione 2015 della manifestazione “I Giorni del Miele”, promossa dal Comune di Lazise sul Garda, in provincia di Verona, che si è tenuta come da tradizione nel primo fine settimana di ottobre. Numeroso il pubblico di apicoltori e turisti che si sono mescolati alla cittadinanza lazicense dando testimonianza di un interesse sempre vivo per i prodotti dell’alveare e di un’attenzione costante verso i temi d’attualità dibattuti lungo tre intense giornate di lavoro. Il culmine dell’interesse si è registrato nel corso del Convegno nazionale sul tema “Parassiti e Predatori: Contrastarne la Diffusione, Salvaguardare l’Ape Italiana” organizzato dalla FAI-Federazione Apicoltori Italiani, introdotto dal Sindaco di Lazise, Luca Sebastiano e dal presidente dell’APAT-Apicoltori in Veneto, Stefano Dal Colle. Vespa Velutina, Aethina Tumida e Varroa Destructor i temi approfonditi dai relatori – tutti apicoltori e responsabili di Associazioni territoriali facenti capo alla FAI –, che hanno aggiornato la platea sulle azioni in atto per il contrasto a vecchi e nuovi parassiti o predatori dell’ape. “Non vogliamo dare lezioni a nessuno, ma mettere le esperienze al servizio di apicoltori, veterinari, ricercatori e istituzioni – ha detto Cirone in apertura dei lavori – lavorando affinché ogni dato utile alla salvaguardia dell’ape italiana possa essere ulteriormente condiviso e valorizzato. Nel rispetto delle norme, delle competenze e con un ruolo attivo cui la FAI e gli apicoltori non intendono sottrarsi”. Nuccio Lanteri e Fabrizio Zagni, tecnici-esperti apistici dell’Associazione ApiLiguria, hanno dettagliato i risultati del complesso lavoro che gli apicoltori del Ponente ligure portano avanti per contrastare il diffondersi della calabrone asiatico. Di grande impatto sulla platea i filmati effettuati negli apiari in cui più aggressiva si è dimostrata l’azione di Vespa Velutina: in provincia di Imperia si registrano ormai presenze di nidi che vanno dal livello del mare e in prossimità degli scogli e arrivano fino alle montagne dell’interno a quota mille metri. La diffusione del predatore - che nidifica a terra, come a mezz’aria e sulle cime degli alberi fino a trenta metri di altezza -, la pressione che Vespa Velutina genera sugli allevamenti apistici del territorio, è crescente e determina perdite drastiche di alveari che in alcuni casi toccano il 50% del patrimonio apistico. La sistematica azione di distruzione dei nidi della vespa – pericolosa per gli apicoltori, ma anche per i cittadini delle zone rurali e di quelle urbane – ha finora impedito tuttavia il diffondersi del predatore sul restante territorio regionale e nazionale. Velutina resta confinata per il momento a San Remo, ma grande è comunque il rischio di un peggioramento della situazione ormai finalmente percepito e all’evidenza anche delle Istituzioni locali: Comuni, Prefetti, Regione, tutti sono stati allertati da ApiLiguria e coinvolti in un piano d’azione che – ha ricordato Raffaele Cirone, presidente della FAI – è a carico esclusivo degli apicoltori volontari e dell’Associazione e dovrebbe diventare un modello di riferimento per tutte le altre realtà apistiche che dovessero trovarsi attaccate da questa “specie invasiva”, che tale non è ancora stata classificata in Italia e in Europa. Monitoraggio e distruzione sistematica dei nidi, in attesa che i tempi della ricerca scientifica individuino ulteriori strumenti di lotta a questo predatore, sono per ora le vie di intervento rapido che, è stato ancora ricordato, debbono inquadrarsi in una strategia d’azione che deve vedere la stessa Protezione Civile locale e nazionale partecipi e coordinate con le squadre degli apicoltori che si sono resi disponibili per il pronto intervento a seguito delle segnalazioni di avvistamento dei nidi.

© Foto: Stefano Dal Colle – FAI-APAT
Da sx: Nuccio Lanteri, Fabrizio Zagni, Luca Sebastiano, Raffaele Cirone, Francesco Artese, Pier Antonio Belletti