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Ministero dell’Economia: pronti gli Aiuti al comparto Apistico

Immagine dell'edificio del Ministero delle Finanze
Con Decreto 3 Giugno 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 Luglio 2015, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha provveduto a erogare la quota di partecipazione dell'Italia, in qualità di Stato membro UE, al “Cofinanziamento nazionale del programma di azioni dirette a migliorare le condizioni della produzione e della commercializzazione dei prodotti della apicoltura, di cui al Regolamento CE n. 1234/2007, per la Campagna 2014-2015 ai sensi della legge n. 183/1987”. L’importo erogato, pari 2.839.530,00 di Euro, va ad aggiungersi all’equivalente somma resa disponibile direttamente dall'Unione Europea per una cifra complessiva, che dovrebbe essere destinata al comparto apistico nazionale, di 5.679.060 Euro. Tali risorse sono oggetto di frazionamento, per il conseguente finanziamento dei sotto-progetti la cui entità finanziaria è ripartita in funzione del patrimonio apistico rappresentato da ciascuna Regione, secondo il numero di alveari denunciati. Il Regolamento comunitario in questione, occorre ricordarlo, è finanziato al 50% con risorse proprie dell'Unione Europea e dell’Italia e non con fondi erogati dalle Amministrazioni regionali che nonostante non abbiano capacità di spese esercitano tutte le loro ingerenze e discrezionalità nella stesura dei sotto-progetti, dei bandi e delle modalità di concessione di tali risorse. Le quote di ripartizione di ciascun sotto-progetto vengono dunque assegnate all'Amministrazione regionale in base al patrimonio di alveari esistenti sul territorio di competenza e alla cui formazione concorrono tutti gli apicoltori (anche coloro che non hanno mai fatto domanda di finanziamento), ma poi i soldi vanno solo a un numero ristretto di operatori e i programmi sono spesso allargati a soggetti beneficiari (Enti, Agenzie regionali, Laboratori) alle dirette dipendenze delle stesse Regioni. Ciascuno dei venti sotto-progetti regionali, inoltre, viene applicato sul territorio in modo disomogeneo e ciò che è ammesso a contributo in un’area del nostro territorio nazionale non lo è nell’altra, determinando vere e proprie sperequazioni a danno degli apicoltori. Nonostante l’importante consistenza finanziaria di tale aiuto, destinato alla totalità degli operatori del comparto apistico, la FAI-Federazione Apicoltori Italiani segnala una perdurante difficoltà di accesso alle risorse disponibili cui si aggiunge un quadro burocratico complesso e spesso distorto da interpretazioni regionali che poco hanno a che fare con il diffuso bisogno di semplificazione, trasparenza ed equanimità delle modalità di spesa dei soldi messi a disposizione dall’Unione Europea.