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Vespa velutina: incontro al CRA-API, eradicare è impossibile!

Immagine di una Vespa velutina © Savona News
E’ l’altra piaga che nel 2014 si è abbattuta sulle nostre api, fronte Nord-Ovest del Paese, e che nel 2015 si distribuirà rapidamente in tutta Italia, aggravando il già difficile lavoro degli Apicoltori e recando danni pesanti al patrimonio apistico. Non resta che prepararsi al peggio, concentrando gli sforzi sul contenimento. E’ quanto è emerso in occasione dell’incontro sul tema “Vespa Velutina in Italia”, organizzato a Bologna dal CRA API – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e abilmente coordinato da Laura Bortolotti, Ricercatrice del CRA.  Attivi su questo fronte diversi Enti di ricerca e le Università di Torino, Pisa e Firenze, che sono coordinati in un Progetto di ricerca finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole. Altrettanto impegnati gli Apicoltori, in particolare l’Associazione ApiLiguria, i cui tecnici hanno descritto al numeroso pubblico presente le problematiche legate alla difficile opera di contenimento di questo pericoloso predatore degli alveari. La FAI-Federazione Apicoltori Italiani era rappresentata dal Vice Presidente del Nord Italia, Stefano Dal Colle. Il Direttore del CRA-API, Marco Lodesani, ha sottolineato l’importanza della rete BeeNet, attiva nella segnalazione e nel controllo delle emergenze in apicoltura. Marco Porporato, dell’Università di Torino, ha sottolineato l’importanza del monitoraggio e ripercorso le principali tappe dell’attività iniziata nel 2007. Il primo esemplare di Vespa Velutina fu catturato nel novembre 2012 e il primo nido venne individuato nel luglio 2013; si presume che nel 2014 si siano già formati almeno un centinaio di nidi diffusi in Liguria e nell’area di confine con il Piemonte. La velocità di propagazione è elevata e potrebbe accadere che già quest’anno si possano osservare esemplari di questo calabrone in Lombardia, in Veneto, in Toscana, considerate le regioni più a rischio. Non è facile accorgersi preventivamente della presenza di Vespa Velutina nelle fasi iniziali del suo insediamento e spesso i nidi diventano visibili quando ormai gli individui sono numerosi e i danni evidenti. Stando a quanto dichiarato da una ricercatrice del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze, Rita Cervo, l’eradicazione sarebbe ormai impossibile e non resta ora che la necessaria opera di contenimento della diffusione, visto che Vespa Velutina si sposta facilmente e velocemente, è adattabile all’ambiente e si difende bene. Marco Porporato, già relatore sullo stesso argomento al Convegno FAI della scorsa edizione dell’Apimell di Piacenza, ha accennato anche all’impiego delle esche in bottiglie di plastica contenenti birra chiara al 4,7% di gradazione alcoolica che, comunque, risultano utili per il solo monitoraggio e sono assolutamente inefficaci al contenimento dell’insetto vorace di api. Maggiori informazioni al riguardo, come pure sulla biologia del predatore asiatico, sono comunque disponibili sul sito internet www.vespavelutina.eu che Daniela Laurino, sempre dell’Università di Torino, ha descritto ai presenti.

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