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Aethina tumida: distrutto il primo focolaio fuori “Zona Rossa”

Grimaldi (Cosenza) – 27 Luglio 2016. Tutte le indiscrezioni hanno trovato conferma e il primo apiario infestato da Aethina tumida, fuori dalla “Zona Rossa” delimitata due anni fa attorno a Gioia Tauro (Reggio Calabria), è stato già distrutto.
Ora si sa che il ritrovamento si è reso possibile grazie alla segnalazione spontanea degli Apicoltori del territorio interessato che hanno richiamato l'attenzione sulla presenza di alveari non denunciati; segnalazioni cui sono seguite le azioni coordinate tra i Servizi Veterinari della ASL di Cosenza e di quella di Zafferana Etnea (CT), con il supporto dei reparti operativi del Corpo Forestale e dell’Arma dei Carabinieri.
Del proprietario, che facciamo parecchia fatica a definire “apicoltore”, si sa che è residente a Zafferana Etnea, in provincia di Catania, che non è mai stato censito dalle Autorità sanitarie e non ha mai denunciato i propri alveari (che sarebbero circa 200 e 20 sciami, salvo ulteriori accertamenti) che dunque non esistono nella Banca Dati dell’Anagrafe Apistica Nazionale.
I suoi 12 nuclei, nei quali i veterinari hanno rinvenuto esemplari adulti di Aethina tumida sono stati immediatamente sottoposti a decreto di abbattimento e distruzione e il terreno circostante l’apiario è stato bonificato così come richiesto dal protocollo sanitario vigente.
I controlli nell’area interessata all’infestazione sono intanto proseguiti e hanno dato l’evidenza di ulteriori due focolai in altrettante postazioni di circa 40 alveari: anche questi non censiti e sempre in capo allo stesso proprietario! Il Ministero della Salute, nel frattempo, ha istituito una zona di protezione estesa per un raggio di 10 chilometri dal primo focolaio.
Qui dentro tutti gli alveari presenti dovranno essere controllati, e questa altro non è se non una seconda “Zona Rossa”.

Ma le responsabilità di un tale sconquasso di chi sono?
E’ verosimile pensare che il proprietario siciliano abbia spostato liberamente le sue api dalla Sicilia alla Calabria, sia entrato e si sia spostato a fini produttivi dentro la “Zona Rossa” alla ricerca del raccolto di zagara, per poi uscirne e andare a ricercare altre zone produttive, magari sul castagno visto il recente ritrovamento in Sila, senza che mai un controllo sanitario in partenza, in arrivo e in transito lo abbia mai intercettato?
Si che è possibile, senza controlli è tutto possibile, e anche il contrario di tutto.