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Bombi, Droni e Api Solitarie: l’Impollinazione è un’Altra Cosa

Prima i bombi, poi i droni, adesso le api solitarie per l’impollinazione in campo agricolo.

E’ la notizia del giorno, rimbalzata dal quotidiano francese Le Figarò e ripresa persino dall’Accademia dei Georgofili che ne fa oggetto d’interesse e la rilancia attraverso i propri canali. 

“Purtroppo, ancora una volta, dobbiamo dissentire da queste notizie completamente astruse, che denotano scarsa conoscenza del ruolo dell’ape quale principale impollinatore. L’unico a poter garantire, proprio perché guidato dall’uomo, la capillare azione pronuba richiesta dalle principali colture ortofrutticole e sementiere, sia all’aperto, sia in serra”.

A precisarlo Raffaele Cirone, presidente della FAI-Federazione Apicoltori Italiani, che ricorda come la funzione impollinatrice delle api mellifere sia contemplata nella vigente normativa, sottoposta a certificazione sanitaria e ad obbligo di iscrizione nella Banca dati dell’Anagrafe apistica nazionale. 

“Non è accettabile, sottolinea il presidente della Federazione Apicoltori, che operatori spregiudicati, improvvisatori o persino multinazionali, si tuffino a capofitto nel complesso mondo dell’impollinazione agricola, liberi di agire fuori da ogni controllo sanitario, disperdendo nelle campagne insetti impollinatori che possono essere veicolo di malattie propagabili agli alveari.

E’ ora di dire basta: intervenga, come più volte abbiamo richiesto, il Ministero della Salute”.

E i Georgofili, che un tempo annoveravano anche un presidente degli apicoltori quale loro membro, sia pure coadiuvato da eminenti esperti di entomologia, forse dovrebbero dare meno credito a notizie di questo tenore e maggior risalto invece all'insostituibile ruolo che l'ape italiana storicamente ha giocato e continua a giocare quale fattore produttivo dell'agricoltura del Paese.
 
© Foto Andrea Ognibene