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L’APE ITALIANA: BIODIVERSAMENTE ABILE

Immagine di Ape regina
Oggi 22 maggio, Giornata mondiale della biodiversità, torniamo a parlare di api perché sono loro, preziose sentinelle dell’ambiente, le principali propagatrici della biodiversità vegetale dei nostri ambienti naturali e rurali.

Un principio che viene riconosciuto e sancito anche dalla Legge n. 313/2004 per la Disciplina dell’Apicoltura, caso unico al mondo, che così recita: “La presente legge riconosce l'Apicoltura come attività di interesse nazionale utile per la conservazione dell'ambiente naturale, dell'ecosistema e dell'agricoltura in generale ed è finalizzata a garantire l'impollinazione naturale e la biodiversità di specie apistiche, con particolare riferimento alla salvaguardia della razza di ape italiana (Apis mellifera ligustica Spinola) e delle popolazioni di api autoctone tipiche o delle zone di confine”.

“Maturino la consapevolezza, tutti coloro che allevano api – ha ricordato oggi Raffaele Cirone, presidente della FAI-Federazione Apicoltori Italiani - di quale grande e delicato patrimonio siamo custodi e di come esso vada preservato e trasferito integro alle future generazioni”.

L’allarme della Federazione Apicoltori Italiani, viene oggi sottolineato dinanzi all’aumentare di forzature biologiche e manipolazioni genetiche d’ogni sorta a danno di questo insetto amico dell’uomo e del Pianeta.

Quando si parla di tutela e salvaguardia dell’ape mellifera, in conclusione, occorre dare priorità all’ape italiana di Spinola (1806), visto che è la più diffusa e la più capace di adattarsi alle ormai allarmanti e sempre più ricorrenti manifestazioni del cambiamento climatico. Le esigenze conservative della biodiversità – nel caso delle api di casa nostra – non sono un fatto campanilistico e vengono prima di ogni valutazione produttiva e meramente economica.

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