1953 - 2019Da oltre 60 anni al servizio dell'Apicoltura Italiana.

"Il mio non sol, ma l'altrui ben procuro."

Morìa api: Friuli Venezia Giulia, condanne per 21 agricoltori

Immagine di api su fiori
Si tratta di inquinamento colposo, conseguente l’impiego di neonicotinoidi utilizzati per la concia del mais: è la conclusione cui è giunta l’inchiesta disposta dal Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Di Nicolo, e condotta dal pm Viviana Del Tedesco. La vicenda risale a ormai due anni fa, quando gli apicoltori del Friuli Venezia Giulia lamentavano continui fenomeni di spopolamento e morìe che si constatavano, prevalentemente, in vicinanza di campi coltivati con il mais. Dalle lamentele si è passati alle denunce e subito dopo alle indagini: in questi giorni la vicenda si è conclusa con 21 patteggiamenti di altrettanti agricoltori cui sono state comminate pene di 7 mesi e 16 giorni di reclusione e multe per un totale di circa 80.000 euro. Il Giudice ha concesso la sospensione condizionale della pena, disposto il dissequestro dei terreni posti sotto indagine, confiscato e distrutto le sementi e la vegetazione contaminati dagli insetticidi dannosi per le api. Secondo l’accusa la morìa delle api "rappresenta un fenomeno capace di alterare in modo irreversibile l’equilibrio ecosistemico sia della fauna – vista la morte degli insetti impollinatori – sia della flora – visto che insetti impollinatori non svolgono più la funzione pronuba cui sono destinati attraverso il fenomeno di impollinazione delle colture". La vicenda è destinata, secondo la FAI-Federazione Apicoltori Italiani, a diventare un caso di specie visto l’intensificarsi di questi fenomeni su tutto il territorio nazionale e la necessità, prevista dalla legge 313/2004 per la Disciplina dell’Apicoltura, di tutela e salvaguardia del nostro patrimonio apistico nazionale. “E’ necessario, tuttavia - secondo il presidente della FAI, Raffaele Cirone - che venga proseguita l’opera di civile confronto ai tavoli istituzionali, lì dove agricoltori e apicoltori collaborano per la messa a punto di buone pratiche agricole che sono di interesse comune. L’ape infatti, ricorda Cirone,  è un indispensabile fattore di incremento della produttività agricola, non certo un osstacolo all’operato degli agricoltori”.