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"Il mio non sol, ma l'altrui ben procuro."

APITALIA 11-2020 – ANTEPRIMA

Un autunno che diciamo mite in quasi tutta Italia, quindi api ancora attive e bisognose di adeguata nutrizione per affrontare patologie e inverno. E un’agenda dei lavori che Apitalia distingue per fascia climatica, suggerendo come spezzare le catene dell’acaro varroa e dei suoi contagiosi virus: senza trascurare canditi a portata di glomere, arnie da rinsaldare, scorte abbondanti di cibo e famiglie forti abbastanza da poter ripartire in primavera. Alla base di tutto la professionalità, che è un metodo di lavoro e non un numero di alveari. Con il territorio a farci da palestra che detta le variabili e Apitalia che mette in scaletta il da farsi anche quando si fa apicoltura in un piccolo continente come la Sicilia.
Alcuni Paesi dell’Est europeo vorrebbero che le miscele di miele fossero anonime al 30% e Apitalia vi racconta come e perché stiamo correndo il rischio di peggiorare il già ambiguo meccanismo di etichettatura previsto dall’attuale Direttiva UE. Serve uno scatto di orgoglio nazionale e un ruolo attivo dell’Italia per contrastare questa evenienza, pericolosa per il nostro futuro di apicoltori. Una partita che si gioca nello scenario del mercato globale del miele ma che ogni apicoltore dai sani principi è chiamato a conoscere e contrastare.
La legge per la Disciplina dell’Apicoltura è stata modificata e Apitalia fornisce il testo coordinato nell’inserto speciale: un utile strumento di lavoro per gli addetti ai lavori del mondo apistico.
Un occhio alla moda, per un meritato spazio di relax, e una pausa dedicata alle api che ispirano i film: con tanti modi di percepire il nostro mondo ed esempi eccellenti di film che conquistano il consenso della critica e del pubblico come il pluri-premiato Honeyland al quale Apitalia dedica la sua copertina.
Il passaggio decisivo, infine, sulla valenza invernale dell’acido ossalico, un salvavita che può essere somministrato con vari formulati capaci di portare api sane al traguardo della prossima stagione apistica.
L’Editoriale a firma del direttore di Apitalia, in conclusione, ci fornisce spunti di riflessione su come si spiega che il miele sia diventato un prodotto che, secondo alcuni, si vende meglio se non dichiara la sua terra d’origine. Venendo meno, così, ad un diritto fondamentale del produttore e del consumatore.
Come sempre, se volevate qualche spunto utile per ritagliarvi uno spazio lettura avete solo l’imbarazzo della scelta. Abbiamo la consapevolezza di aver confezionato un altro numero di Apitalia ad elevato tasso di ApiCultura. Come sempre, nel nostro stile, pensando allo stile unico dei nostri lettori.