Pratica Apistica: i trucchi del Mestiere… in Pillole (2)

Immagine di api all'esterno dell'alveare
Capita, nel periodo di “raccolto”, di recarsi in apiario ed accorgersi che una o più famiglie sono sciamate. «Ma come – ti chiedi - ero venuto a mettere il secondo melario ed invece le api hanno abbandonato il primo!!!». (moccoli in quantità). E’ risaputo, in effetti, che le api che sciamano per quel raccolto non producono più. Vale solo, a questo punto, la formula consolatoria: «Almeno ho un alveare in più per il prossimo raccolto; devo però ricordarmi di controllare la cassa sciamata per evitare un’altra sciamatura!» Ma se si fa così come segue, si può persino salvare capra e cavoli: 1) si inarnia lo sciame (primario) in una cassa con tutti fogli cerei; 2) si individua la cassa o le casse sciamate (quelle con il melario con miele e senza api, per intenderci); 3) si posiziona lo sciame catturato al posto della cassa sciamata che viene spostata in un posto qualunque. Tre mosse e si ottiene così: 1) che lo sciame catturato continua il raccolto (sino a quando si completa la costruzione dei fogli) con l’apporto anche delle bottinatrici della cassa sciamata; 2) che la cassa sciamata non ha bisogno di ulteriore controllo perché perdendo le bottinatrici rimaste (che vanno a rafforzare lo sciame) non sciamerà più; 3) che non si avranno perdite importanti di raccolto; 4) che nel caso di più sciami e dunque di più casse sciamate, l’operazione non comporta rischi di “conflitto” nel mischiare api di uno sciame con bottinatrici di altre famiglie. Le operaie “bottinatrici” sono ben accette da qualsiasi alveare proprio perché rientrano cariche di nettare. Naturalmente si avrà cura di sostituire in un secondo tempo, sia la regina sciamata, sia la vergine (ormai feconda) della cassa di origine – con regine o celle di indole non sciamatoria.
 
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Francesco Artese