Recupero di uno sciame dal vano di una finestra

immagine di un favo costruito all'interno di una finestra
Durante il periodo primaverile sono moltissime le richieste di recupero di uno sciame vagante, da parte di cittadini allarmati alla vista di questo nugolo di insetti da cui si sentono assediati. In vista della stagione estiva, tipicamente alla riapertura delle case vacanze, la situazione cambia completamente. Gli sciami che hanno trovato rifugio nelle case non abitate ricche di nicchie appetibili quali, vani di finestre o cassonnetti di serrande avvolgibili, installandosi in modo, per loro, definitivo, vi hanno costruito il nido riempiendo, spesso quasi completamente, lo spazio a disposizione. Il recupero di un alveare da una tale collocazione non sempre è agevole, come nel caso illustrato, però è in generale possibile con un pò di lavoro per l’apicoltore e tanta pazienza per il proprietario della casa.

Come in tutte le cose natrali, rispettando le regole, in questo caso le abitudini delle api, si riesce nell’intento liberando il luogo e recuperando le api. Operando durante le ore centrali del giorno, orario in cui le bottinatrici sono al lavoro, si riesce ad operare anche senza l’uso del fumo o con un uso molto limitato.

Non occorrono strumeni particolari, le solite attrezzature dell’apicoltore sono sufficienti per eseguire l’operazione.
Materiale occorrente:
* un portasciami
* alcuni telai nuovi che serviranno per alloggiare i favi recuperati
* un ugual numero di stecche di legno necessarie per limitare in altezza lo spazio dei telai
* una spillatrice per fisare provvisoriamente le steccche di legno
* un rotolo di spago, possibilmente ruvido, per legare i pezzi di favo recuperati
* uno o più coltelli molto affilati
* un secchio con acqua per lavare le mani e gli attrezzi che il miele rende scivolosi
* un contenitore, coperto da un panno umido, per conservare i pezzi di favo con miele recuperati
* un tavolino di appoggio per esegure le operazioni.


Vincenzo Stampa