Buone Pratiche Sanitarie : così si Salvaguardano le nostre Api

Immagine di un apicoltore al lavoro - © Vincenzo Stampa
Le patologie apistiche costituiscono la principale causa di perdita di alveari, ma con l’adozione di buone pratiche, prevalentemente sanitarie, le api possono affrontare e superare le insidie di numerosi nemici naturali. Lo dimostra l’esperienza di chi, come gli Apicoltori professionisti, considera il proprio patrimonio apistico un vero e proprio capitale da difendere, valorizzare e investire a fini economici. Non sono ammesse però scorciatoie che comprometterebbero la salute delle api e

la qualità dei loro prodotti: sono banditi i farmaci se non quelli autorizzati; servono, invece, grande spirito di osservazione, costanza e metodi finalizzati alla prevenzione. E’ così che possono essere superate le difficoltà crescenti con le quali gli Apicoltori si debbono confrontare in questi ultimi anni: recrudescenza delle malattie tradizionali, parassiti esotici e aggressivi, sintomi non sempre identificabili, mancata efficacia dei farmaci veterinari. Tutto ciò che si deve o non di deve fare è chiaramente descritto nella scheda tecnica che Francesco Bortot, tecnico apistico dell’APAT – FAI Veneto ha messo a punto descrivendo con dovizia di particolari tutto quello che aiuta le api a star meglio e l’Apicoltore a salvaguardare la salute e la produttività dei propri alveari. Diffondetela ai vostri amici e colleghi, anche se anziani e provetti Apicoltori. Usatela come un vero e proprio manuale operativo della vostra azienda apistica. E se anche voi avete fatto un’esperienza, se avete collaudato una efficace azione preventiva e curativa delle malattie delle api, condividetela con noi. La salute degli alveari altrui è il primo investimento a garanzia della salute dei nostri alveari.

foto: © Vincenzo Stampa