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Gli Anti-Varroa fanno “cilecca”: la morìa è generalizzata

Immagine di Varroa destructor su una larva di apis mellifera ligustica © Dr Denis Anderson
I fenomeni di spopolamento e collasso degli alveari, che si determinano tra l’autunno e l’inverno, sono dovuti al fatto che si sta riducendo drasticamente la vita media delle api infestate da varroa . Il quadro clinico è sempre lo stesso: un mese prima erano bellissime famiglie, piene di scorte, poi di colpo collassano senza apparente ragione. Varroa destructor dunque, prosegue inesorabile la sua strategia di attacco ed è stata capace di ridurre il naturale ciclo biologico delle api: agisce come un vero e proprio “cavallo di Troia” che si insinua tra  le operaie, aprendo la strada a Nosema e Virus che provvedono a dare il colpo di grazia agli alveari. Lo si sa da tempo, ma è stato ribadito proprio ieri (11 aprile 2010) a Padova, nel corso del Convegno organizzato dal Centro Regionale di Apicoltura del Veneto (operante presso l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie), in presenza di Apicoltori, Associazioni, Ricercatori e Veterinari delle più importanti realtà apistiche del Veneto: Treviso, Vicenza e Padova.  Tra gli altri è intervenuto Giorgio Della Vedova, dell’Università degli Studi di Udine che ha illustrato il quadro desolante nel quale versa il patrimonio apistico e che ha spiegato le ragioni di una morìa senza precedenti alla luce dell’inadeguatezza dei prodotti acaricidi autorizzati: Apistan, Apivar, Apilife Var, Apiguard e Thymovar, salvo rare eccezioni, non garantiscono più le percentuali di abbattimento degli acari necessarie a disinfestare le famiglie di api. Chi si salva è perché si affida ai trattamenti supplementari con acido ossalico, al blocco di covata e ad altre biotecniche che aiutano a contenere i livelli di infestazione. Sembra siano ormai queste le uniche modalità che gli Apicoltori hanno a loro disposizione per salvare le api. Non è mancato, nel corso del convegno, dinanzi a tali e gravi affermazioni, l’invito del rappresentante della FAI Veneto, Stefano Dal Colle, che ha esortato i responsabili del Centro di Referenza Nazionale per l’Apicoltura, operante presso l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, a farsi con tutta urgenza promotori di una segnalazione ufficiale al Ministero della Salute. Appello cui gli Apicoltori hanno testimoniato la loro approvazione con un caloroso applauso. Come a dire: “E’ ora di farla finita con i segreti di Pulcinella”.

Photo © Dr Denis Anderson