1953 - 2018Da oltre 60 anni al servizio dell'Apicoltura Italiana.

"Il mio non sol, ma l'altrui ben procuro."

Peste Americana ed Europea: di Francesco Bortot

immagine di una covata debilitata
Le pesti, rientrate a pieno titolo nelle preoccupazioni degli apicoltori, mostrano in questi ultimi anni una recrudescenza preoccupante, dovuta in particolar modo alla sospensione della somministrazione illegale di antibiotici (da parte delle aziende che li usavano) in seguito all'aumento dei controlli da parte delle autorità preposte. Non più "coperte" dallo spettro d'azione del farmaco, le famiglie a rischio si ammalano in breve tempo inquinando tutto l'areale circostante. La debilitazione delle famiglie malate e l'istinto saccheggiatorio che le api dimostrano verso alveari deboli, morti o moribondi presenti nel territorio, coinvolgono nel tracollo api e apicoltori che finora hanno lavorato bene. Nella casistica dell'incidenza però, salvo casi particolari, queste patologie non hanno avuto una grande importanza nella mia gestione sanitaria. Ho sospeso la somministrazione di tetracicline e sulfatiazolo nel 1985, passando da un'incidenza di alveari colpiti pari al 7-8 % in presenza di antibiotici a quella attuale che nel 2007 è stata dello 0,5%, con un'impennata nel 2008 causata dai saccheggi di fine stagione 2007 e pari al 2%. Considerando entrambe le patologie e i nomadismi spinti che mi portano a lavorare al fianco di apicolture di cui non conosco, se non In minima parte, i connotati, mi sembra un risultato di tutto rispetto. Penso perciò, con queste prime considerazioni, di avere risposto a quelli che mi chiedono cosa penso dell'uso di antibiotici. Di pari passo, per ottenere questi traguardi, ho lavorato e lavoro parecchio sulle buone pratiche igieniche in apiario, tenendo conto dell'enorme difficoltà di separare le fasi di lavorazione. Non ho la possibilità di ridare alle famiglie gli stessi favi, gli stessi melari, le stesse arnie, non posso controllare tempestivamente gli eventuali saccheggi, ho l'esigenza di scambiare parecchio materiale biologico da un alveare all'altro (per esempio con i livellamenti stagionali) e perciò mi gioco tutto sulla prevenzione, pulizia e sterilità dei materiali usati.