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Peste Americana : le Buone Pratiche Apistiche anti-diffusione

Immagine di un favo colpito da peste americana © Giampaolo Palmieri
Se ne parla sempre meno, specie da quando la varroatosi è diventata la prima causa di morte degli alveari: eppure la peste americana è una delle più gravi e pericolose patologie delle api. Colpisce solo la covata, in forma graduale e portando a distruzione la famiglia. Ciò che più interessa è ricordare che si trasmette attraverso il miele, i favi, gli attrezzi dell’apicoltore (guanti, leve, affumicatore, coltello disopercolatore, smielatore, scarpe, indumenti, ecc.) che vanno dunque sempre accuratamente sterilizzati, specie nel passaggio tra un alveare e l’altro, tra apiario ed apiario, tra apiario e laboratorio. Spesso gli Apicoltori, presi da altre incombenze, ne sottovalutano il rischio di contagio mentre occorre tenere sempre alta la guardia. ApiLiguria – Associata FAI, ha predisposto un manualetto che insegna a riconoscerla e diagnosticarla, a prevenirne la trasmissione adottando buone ed elementari pratiche apistiche. Lo pubblichiamo volentieri nell’intento di avviare una campagna di sensibilizzazione, specie presso gli Apicoltori neofiti. La FAI – Federazione Apicoltori Italiani, coglie l’occasione per ricordare che non esiste terapia per questa patologia apistica: non ci sono farmaci autorizzati e l’uso degli antibiotici, che talvolta alcuni suggeriscono, è illecito oltre che assolutamente inutile. L’unica via, in caso di conclamata presenza di peste nei nostri alveari, resta quella della distruzione con fuoco e dell’interramento di tutto il materiale infetto. Ricordiamo, infine, che la peste americana è una delle malattie soggette all’obbligo di denuncia all’Autorità Sanitaria competente, ai sensi del Regolamento di Polizia Veterinaria.

Foto: © Giampaolo Palmieri