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"Il mio non sol, ma l'altrui ben procuro."

Come scoprii lo Spazio Mussi

immagine di un'arnia da 12 favi Dadant trasformata in 10 favi SpazioMussi ©
Quando nel 1990 sono venuto in possesso del manualetto scritto da M. Campero, appena pubblicato dalla FAI che ha per titolo “ Lotta Biomeccanica alla Varroa, “dopo averlo letto con molta attenzione ed altrettanto interesse, la mia prima espressione fu, nessuno me ne voglia, << questo Campero ha capito come funziona l’alveare !!! >>.
Sull’onda di questa convinzione mi dedicai con fiducia e con un poco di cervello, poco, all’applicazione di quanto avevo letto e cioè del metodo per il controllo della varroa con il telaino a tre settori. Furono molti anni di felicissimo sodalizio e non ho timore a confessare che ho coinvolto tutti gli apicoltori con cui sono frequentemente in contatto. Ne sono trascorsi di anni, l’unico problema è stato lo smaltimento dei favi a covata maschile asportati settimanalmente, finché non ho scoperto che le galline ne andavano matte. Il controllo della varroa era completato con un unico trattamento autunnale a base di acido ossalico al 2,5%, ( questo per la cronaca ). In settembre del 2003, approfittando del fatto che l’Apimondia si teneva quasi dietro l’angolo, in Slovenia, vi ho partecipato da curioso apicoltore; con l’occasione ho avuto il piacere di conoscere di persona l’apicoltore Francesco Mussi e di assistere in diretta all’annuncio della sua scoperta, lo “SPAZIOMUSSI ® “, per l’appunto. Siccome la malattia è quella, ci siamo scambiati le nostre esperienze e convinzioni trovandoci d’accordo quasi su tutto. La primavera successiva passai all’azione, non avendo ancora i distanziatori, suddivisi brutalmente lo spazio a 45 mm d’interfavo ed alloggiai otto favi in un’arnia Dadant da dieci (larghezza interna 385 mm) terminando con un diaframma mobile come si vede dalla foto.
 Feci due parcelle da 12 alveari una a spazio Mussi, l’altra a spazio Dadant. Il conteggio settimanale delle cadute ha dato: nelle arnie Dadant una caduta media di 27 varroe, nelle arnie a spazio Mussi una caduta media di 135 varroe; le osservazioni si sono protratte per circa un mese. Dopo di che, vista la costanza dei risultati, gli alveari a spazio Dadant sono tornati ad una conduzione, diciamo normale, con il telaio a tre settori Campero, mentre quelli a spazio Mussi, sono ancora lì, novembre 2005, vispi e pimpanti, dopo avere prodotto come tutti gli altri, con la differenza che adesso sono in compagnia di quattrocento alveari a spazio Mussi con distanziatore regolamentare. Sicuramente questa mia comunicazione sembrerà, ai più, piuttosto striminzita, ma che volete da uno stregone come me. Non sono un ricercatore! E’ già tanto che ho trovato un po’ di spazio, Spazio Mussi per l’appunto.
 
Vincenzo Stampa