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Spazio Mussi : questa è la Stagione giusta per fare una Prova

immagine di un'arnia da 12 favi Dadant trasformata in 10 favi SpazioMussi ©
In questo momento di grave difficoltà per gli Apicoltori che lamentano fortissime morìe di api attribuite principalmente alla difficoltà di controllo della varroa, mentre tutti sono alla ricerca della “polverina magica” che fa sparire il parassita, non si capisce perché non si debba parlare di quello che già abbiamo sperimentato e che funziona: i metodi di controllo bio - meccanico della varroa. In natura c’è il momento giusto per ogni cosa, è così per le semine, per gli innesti, per le fecondazioni e

via discorrendo; ora, la primavera, è il momento giusto per iniziare ad applicare lo SpazioMussi ©, la biotecnica che provoca la caduta delle varroe mediante l’allargamento dei favi. Perché la primavera? Perché gli alveari sono in espansione, ricchi di api giovani, il raccolto è abbondante, si va verso la bella stagione ; tutte situazioni favorevoli al sostegno del cambiamento delle condizioni ambientali interne all’alveare, conseguenti all’adozione dello SpazioMussi ©. Ora, per fare una prova, non occorre essere dei geni, ma basta essere apicoltori attenti; non occorrono chissà quali attrezzature, pensate che non occorrono nemmeno i distanziatori. La natura ci insegna che per la sopravvivenza l’arma più potente, a disposizione delle specie viventi, è la variabilità: lo SpazioMussi © non fa eccezione, infatti la distanza suggerita di 45 millimetri tra centro e centro dei favi non è, come  lo stesso ideatore Francesco Mussi riferisce, un valore assoluto ma un valore medio di un intervallo più ampio che produce gli stessi effetti. Procediamo quindi seguendo delle regole pratiche, a lungo sperimentate. L‘allargamento della distanza tra i favi viene messo in atto quando l’alveare o lo sciame ha la capacità di produrre cera; basta poi verificare la quantità di favi effettivamente coperto dalle api e, contemporaneamente all’aumento dello spazio interfavo, ridurre il loro numero di un terzo. Le api che li ricoprono servono per riempire lo spazio tra i favi che adesso è cresciuto. Per regolare la distanza tra i favi per la prova, non avendo a disposizione i nuovi distanziatori, suggeriamo di utilizzare come misura la leva che ha una larghezza di circa due centimetri, non occorre preoccuparsi eccessivamente della precisione, c’è una certa tolleranza. Occorre inoltre limitare lo spazio con un diaframma mobile, dare un altro favo o foglio cereo solo quando le api hanno riempito tutto lo spazio a disposizione: il segnale è la quantità di api sulla facciata interna del diaframma. Non abbiate fretta di dare il melario, per il primo anno l’alveare a SpazioMussi © richiede il melario con circa una settimana di ritardo rispetto agli altri alveari; questo tempo è necessario per la riorganizzazione interna dell’alveare, l’accrescimento del bordo superiore dei favi, la risistemazione delle scorte, la modifica della circolazione dell’aria ecc.. L’adozione dello SpazioMussi © comporta delle piccole modifiche nel comportamento dell’Apicoltore, in particolare nella conduzione. In un primo momento l’accrescimento del bordo superiore dei favi può avvenire in modo non uniforme e questo può limitare lo scambio di posto tra di loro, per limitare il fenomeno occorre introdurre un nuovo favo o foglio cereo a parete scorrendo di un posto gli altri, oppure tra due favi opercolati.  Chi produce sciami per la vendita ha il problema di alloggiare cinque favi a SpazioMussi © in un porta sciami Dadant, ne occorre uno da sei favi e chi lo riceve deve adeguarsi alle nuove distanze. In generale, la conduzione è facilitata dalla maggiore docilità delle api, dalla facilità di estrazione dei favi anche centrali per una rapidissima ispezione, dalla assoluta inutilità dei trattamenti antivarroa. Non sempre nella vita si può scegliere, adesso in apicoltura l’opzione è tra trattamenti a ripetizione o tecniche bio-meccaniche: blocco di covata mediante confinamento della regina, Metodo Campero, SpazioMussi ©.
Nella foto un'arnia da 12 favi Dadant trasformata in 10 favi SpazioMussi ©
Foto: © Tiziano Gardi