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Trapani: dopo 7 anni di Lotta Biomeccanica la Varroa non c’è

Nessuna scorciatoia chimica, le biotecniche apistiche non sono un tabù. E’ così che gli Apicoltori di Trapani e provincia sono tornati ad un’apicoltura da reddito di grande piacevolezza e di soddisfazione economica. Un territorio prediletto, quello del trapanese? In effetti, di varroa neanche l’ombra, non se ne parla proprio, l’acaro ormai è fuori dai pensieri di ciascuno: tutti si sono liberati da questo incubo che ha avuto inizio ben

ventuno anni or sono. E per questo dicono di voler ringraziare un anziano e testardo apicoltore toscano di nome Francesco Mussi. Stando al disastro generalizzato, in cui versa la gran parte del patrimonio apistico nazionale, il “Caso Trapani” merita di essere conosciuto più da vicino. Qui gli Apicoltori si sono dati una disciplina. E’ dal 1987 che applicano in modo uniforme lo stesso piano d’intervento, seguendo le indicazioni della locale Associazione, piano che con il tempo ha avuto diversi nomi: Klartan®, Apistan®, Metodo Campero, Acido Ossalico, più recentemente SpazioMussi©. Coraggiosi sperimentatori, si direbbe, ma per niente avventati. Lo hanno dimostrato mettendo alla prova, volta per volta, il metodo suggerito. Apicoltori che hanno saputo adattare, alle particolari condizioni climatiche ed alle esigenze dei loro alveari da reddito, i vari metodi di intervento proposti. E a sorpresa, in controtendenza, qui la stagione primaverile si annuncia proficua, gli alveari sono in espansione, è presente la covata di tutte le età, cosa che assicura un corretto ricambio generazionale di api, uno dei piccoli segreti per conquistare un pieno stato di salute nella totalità degli allevamenti zootecnici apistici. A Trapani tutto è in fermento: è il momento del pareggiamento, della produzione di sciami artificiali, della costruzione dei fogli cerei, della revisione dei melari; le nuove regine, il cui allevamento è iniziato da circa tre settimane, convolano a nozze. I prossimi appuntamenti saranno le fioriture di sulla e di zagara sulle quali, clima permettendo, gli Apicoltori contano di fare i primi raccolti dell’anno.

La sequenza fotografica che documenta l’assenza di varroa negli alveari